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Per una visione Sistemica
Perch sale il colesterolo?

Dott. Giovanni Marotta
04/06/2026
C’è un modo diverso di guardare il colesterolo. Invece di immaginarlo come una sostanza che “sale” e basta, possiamo immaginarlo come un materiale strategico che il corpo produce quando ne ha bisogno. Pensiamo a una città. Se improvvisamente bisogna costruire nuove case, riparare ponti, ampliare ospedali, sostituire strade danneggiate e aumentare la produzione industriale, cosa succede? Aumenta la richiesta di cemento, acciaio, vetro e mattoni. Nessuno direbbe che l’acciaio è il problema. L’aumento dell’acciaio è il segnale che la città sta costruendo, riparando o adattandosi. Il colesterolo, in molti casi, è qualcosa di simile. È uno dei principali materiali da costruzione dell’organismo. Ogni volta che il corpo deve affrontare una sfida importante, spesso aumenta la necessità di colesterolo. La prima situazione è la crescita. Un neonato non è un adulto in miniatura. È un organismo che sta costruendo miliardi e miliardi di nuove cellule. Ogni nuova cellula richiede una membrana e ogni membrana richiede colesterolo. Quando osserviamo un bambino che cresce, che sviluppa il cervello, i muscoli, le ossa e il sistema nervoso, stiamo osservando un immenso cantiere biologico che consuma continuamente colesterolo. È uno dei motivi per cui il cervello dei bambini è così ricco di questa molecola. La gravidanza. Qui la cosa diventa ancora più sorprendente. La futura madre non deve sostenere soltanto il proprio organismo. Deve costruire un altro essere umano. Deve produrre placenta, tessuti fetali, membrane cellulari, ormoni e strutture nervose. Per questo durante la gravidanza il colesterolo aumenta quasi sempre. Per decenni questo fenomeno è stato considerato semplicemente un’anomalia metabolica. Oggi sappiamo che è soprattutto un adattamento biologico. Il corpo sta accumulando materiali per una delle operazioni costruttive più straordinarie della natura. Anche le ferite raccontano una storia simile. Quando ci tagliamo, quando subiamo un intervento chirurgico o quando un tessuto viene danneggiato, il corpo deve riparare. Riparare significa costruire nuove cellule. Nuove cellule significano nuove membrane. Nuove membrane significano nuovo colesterolo. Ogni processo di guarigione richiede una grande attività costruttiva. È come se l’organismo aprisse improvvisamente migliaia di piccoli cantieri contemporaneamente. Lo stesso vale per il sistema immunitario. Molte persone immaginano il sistema immunitario come un esercito, ed è una buona immagine. Ma un esercito, durante una guerra, deve costruire basi, produrre equipaggiamenti, aumentare le comunicazioni e moltiplicare il numero dei soldati. Quando il sistema immunitario si attiva, molte cellule immunitarie iniziano a proliferare rapidamente. Per farlo devono produrre enormi quantità di nuove membrane cellulari. Anche qui il colesterolo diventa indispensabile. Inoltre le lipoproteine che trasportano il colesterolo svolgono funzioni che vanno oltre il semplice trasporto dei grassi. Possono interagire con tossine batteriche e partecipare alla risposta infiammatoria. È uno dei motivi per cui infezioni e infiammazioni modificano spesso il metabolismo del colesterolo. Poi c’è lo stress. Quando sentiamo questa parola pensiamo quasi sempre allo stress psicologico, ma il corpo conosce molti tipi di stress: una malattia, una febbre, un trauma, una carenza alimentare, uno sforzo fisico intenso. In tutte queste situazioni le ghiandole surrenali aumentano la produzione di ormoni come il cortisolo. E da dove arriva il cortisolo? Dal colesterolo. Ogni molecola di cortisolo è, in un certo senso, colesterolo trasformato. Quando il corpo entra in modalità emergenza, aumenta la richiesta di questa materia prima. E poi c’è il cervello. Qui il discorso diventa quasi poetico. Circa un quarto del colesterolo presente nell’intero organismo si trova nel sistema nervoso. Non perché il cervello accumuli grassi inutili, ma perché è una delle strutture più sofisticate mai prodotte dall’evoluzione. Ogni neurone possiede membrane estremamente specializzate. Ogni sinapsi richiede componenti lipidiche. Ogni guaina mielinica contiene grandi quantità di colesterolo. Quando impari qualcosa di nuovo, quando consolidi un ricordo, quando il cervello modifica le proprie connessioni, sta continuamente riorganizzando strutture che dipendono anche da questa molecola. Persino dopo un danno neurologico il cervello aumenta gli sforzi per produrre e distribuire colesterolo. È uno dei materiali necessari per la ricostruzione delle connessioni nervose. E arriviamo a un punto molto interessante: l’invecchiamento. Molte persone notano che con l’avanzare dell’età il colesterolo tende ad aumentare. La spiegazione abituale è che il metabolismo “funzioni peggio”. Questo è certamente una parte della storia, ma forse non è tutta la storia. L’organismo anziano non è semplicemente un organismo difettoso. È un organismo che affronta una crescente necessità di manutenzione. Le membrane cellulari subiscono anni di usura ossidativa, i tessuti richiedono più riparazioni, il sistema immunitario vive uno stato di attivazione cronica a bassa intensità e il sistema nervoso deve continuamente compensare perdite e danni microscopici accumulati nel tempo. Alcuni ricercatori si sono chiesti se una parte dell’aumento del colesterolo nell’anziano possa rappresentare, almeno in certi casi, una risposta adattativa a una maggiore richiesta di riparazione e mantenimento. Questa ipotesi non significa che ogni aumento del colesterolo sia benefico o che il rischio cardiovascolare non esista. Significa semplicemente che il colesterolo potrebbe essere visto non soltanto come un aggressore, ma anche come uno dei materiali che il corpo mobilita per fronteggiare l’usura dell’età. È interessante notare che in molte popolazioni anziane si osserva un fenomeno apparentemente paradossale: valori di colesterolo molto bassi possono associarsi a fragilità, malnutrizione, perdita di massa muscolare e peggiori condizioni generali. Questo non dimostra che “più colesterolo è sempre meglio”, ma suggerisce che il rapporto tra colesterolo e salute negli anziani è molto più complesso di quanto si pensasse alcuni decenni fa. A questo punto emerge una domanda affascinante. Se il colesterolo è così prezioso, perché ne parliamo quasi sempre come di un nemico? Perché la storia è più complessa. L’acqua è indispensabile alla vita, ma un’alluvione può essere devastante. L’ossigeno è indispensabile alla vita, ma l’ossidazione eccessiva può danneggiare i tessuti. Allo stesso modo il colesterolo è essenziale. Il problema nasce quando i sistemi che lo trasportano, lo utilizzano e lo regolano si alterano. La questione non è la presenza del colesterolo. La questione è il contesto biologico in cui si trova. Ed è forse questa la vera sorpresa. La stessa molecola che viene spesso descritta come un fattore di rischio è in realtà una delle grandi infrastrutture invisibili della vita. Ogni volta che il corpo cresce, guarisce, si difende, si adatta, pensa, apprende, produce ormoni, ripara i propri tessuti o affronta le sfide dell’invecchiamento, il colesterolo è quasi sempre lì, silenziosamente al lavoro. Non come un intruso, ma come uno dei materiali fondamentali con cui la vita costruisce, mantiene e rinnova sé stessa. Svilupperemo ognuno di questi aspetti in altri articoli